• Paolo Baruffaldi

Il cambiamento delle abitudini e lo sviluppo del digitale

I servizi digitali hanno dato una risposta ai bisogni emersi durante la pandemia. Nel sistema attuale però pesano ancora i ritardi infrastrutturali e barriere legate alle competenze digitali dell’Italia, per molti aspetti non al passo con la media europea. Senza queste barriere e limitazioni, lo stesso e-commerce avrebbe avuto una crescita ancora più alta di quella effettiva. Secondo un’indagine condotta da Ipsos: «mentre la pandemia costringeva all’isolamento, Internet ha consentito di mantenere una parvenza di normalità rendendo concretamente agibili alcuni diritti come il diritto all’istruzione o alla salute. Nuovi comportamenti digitali si sono intensificati durante l’emergenza, dall’uso di app per comunicazioni, lavoro, formazione e intrattenimento, all’e-commerce. Ci sono quindi le premesse, in termini di possibili nuovi bisogni attivati, per un’accelerazione dell’offerta digitale. Tuttavia, affinché un piano di sviluppo di business che faccia leva sull’utilizzo di strumenti digitali possa essere efficace, deve tener conto di alcune grosse barriere che vincolano il sistema Italia, in parte infrastrutturali e in parte afferenti alle competenze digitali della popolazione». Secondo l’indagine di Ipsos il 75% degli italiani dichiara di aver accesso alla banda larga ma solo il 29% può contare su competenze digitali elevate – percentuale che sale al 45% nella fascia d’età 20-24 anni.


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