Il riconoscimento del lavoro subordinato dei “Riders”

Mis à jour : 6 mars 2020

La nuova categoria di lavoratori, detti rider, hanno fatto sentire la loro voce nei confronti delle istituzioni. Più volte la categoria ha lamentato l’assenza di tutele nonché gli orari di lavoro disumani a cui devono sottostare i riders. Il 24 gennaio 2020 la Corte di Cassazione ha riconosciuto ai Rider, con la sentenza n. 1663, le tutele previste per il lavoro subordinato. Si trattava di una delle molteplici rivendicazioni della categoria. La sentenza, aveva chiarito che ai riders, i fattorini che consegnano cibo a domicilio in bici o in moto spettano le tutele previste dal Jobs Act, che prevede l'applicazione della disciplina del rapporto subordinato anche ai co.co.co a partire dal primo gennaio 2016. Secondo i giudici di legittimità, il fatto che il rider debba svolgere tassativamente entro 30 minuti la consegna, debba attivare il geolocalizzatore; debba comunicare l'esatta corrispondenza dei prodotti a quelli indicati nell'ordine; debba comunicare l'avvenuta consegna, dimostra la sussistenza del lavoro subordinato. Pertanto, tale fattispecie lavorativa deve rientrare, ai sensi del D. Lgs. n. 81/2015, nel lavoro subordinato, con conseguente riconoscimento di ferie, straordinari, Tfr, e qualsiasi altro diritto previsto dalla normativa in favore dei lavoratori subordinati.


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Jun 22, 9:00 AM
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Fieramilanocity,
Viale Lodovico Scarampo, 20149 Milano MI, Italia

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