• Paolo Baruffaldi

L'accertamento della malattia del lavoratore

In base all’ Ordinanza 11697/2020 ribadisce il diritto del datore di lavoro di far seguire il dipendente da un investigatore privato per verificare se la malattia esiste davvero o se, in ogni caso, le sue condizioni non sono effettivamente compatibili con l'ambiente di lavoro. La Corte rileva come gli artt. 2, 3 e 4 della legge 300/700 riconoscono al datore il diritto di servirsi di investigatori per verificare che il lavoratore adempia alle sue obbligazioni esterne all'ambiente lavorativo, ma rilevanti dal punto di vista disciplinare. Nel caso esaminato, secondo la Suprema Corte di Cassazione non rileva che non fosse esperibile la verifica fiscale. A giustificare il controllo del datore è sufficiente il sospetto che "il mancato svolgimento dell'attività lavorativa sia riconducibile alla commissione di un illecito" o che ve ne sia il sospetto. Al datore è riconosciuto il diritto di procedere "al di fuori delle verifiche di tipo sanitario, ad accertamenti di circostanze di fatto per dimostrare l'insussistenza della malattia o la non idoneità di quest'ultima a determinare uno stato d'incapacità lavorativa e, quindi, a giustificarne l'assenza." Le conclusioni a cui è giunta la Corte sono confortate dalle dichiarazioni dei testimoni ed evidenziavano, nel caso esaminato, dei comportamenti scorretti da parte del lavoratore.


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